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Rieccomi dopo lunga assenza a sottoporre
i miei pensieri all'universo mondo degli adepti di "Fuorissimo".
Il mio distacco, dovuto a cause di lavoro, è oramai acqua passata;
trascinato dalle maree iraconde nei lidi di Genova ora godo un più
che meritato rientro alla consolle a deliziarvi, chi più chi meno,
con i miei scritti. Esilio concluso dunque, ma non certo senza spunti
nuovi di acre riflessione. Capiamoci, l'acredine non provoca scompensi
nella mia naturale ilarità e buonumore, ciononostante mi induce a
riflettere ed ad individuare cose, fatti o persone che insultano i
sacri valori dell'intelligenza. Di che trattasi, nel contingente? Ma
di lui, il caso del momento, il signor Taricone, portato alla ribalta
dalla ben nota trasmissione "Il Grande Fratello". Premetto
che non ho seguito alcuna puntata di quel coso che qualcuno magari
chiama esperimento sociale, ma non ho potuto fare a meno di notare lo
spazio dedicato a quello strazio sui quotidiani nazionali, magari
anche con velleità culturali. Credo e spero che quella trasmissione
non ottenga mai alcun successo, sebbene l'attitudine tutta italiana di
farsi coinvolgere dalle cazzate a vario titolo, con l'ironia della
grande suocera piuttosto che con la critica sociale seria, conferisce
alla cosa ulteriore luce riflessa. chiarisco che contro l'individuo
non ho nulla, non lo conosco; mi fanno incazzare le persone che lo
cavalcano al fine di ottenerne un proprio tornaconto con la tacita
convinzione che chi ascolta è del tutto coglione. Mi spiego: la
persona in oggetto, su cui non esprimo alcun giudizio, prende parte a
questa cosa che tutto ha meno che attinenze con la realtà e si
comporta in un modo consono alla situazione; diventa famoso ed ottiene
un futuro in politica (secondo l' Espresso sembra che Sgarbi lo voglia
nella sua scuderia). Capisco che l'Italia è da sempre il paese delle
provocazioni, chi non ricorda il caso dell'onorevole Ilona Staller ed
il fervere delle battute, ma ciò non ostante chi ci governa gestisce
in larga misura la nostra vita, e pertanto deve avere credenziali
migliori del nostro Taricone. E non ditemi che quelli che ci sono
hanno dimostrato credenziali migliori; il fatto di aver commesso un
errore non giustifica il commetterne un altro! A mio modesto avviso
chi si dedica alla politica deve aver dato prova di se in situazioni
ben diverse da quella in cui il Pietro ha dato prova di se; temo che
colui il quale ce lo propone pensa solo che basti essere conosciuto
per essere votato, spero solo che abbia torto. Per
il momento basta, e penso che, per quanto mi attiene, il basta sarà
ultimo e definitivo: non voglio conferire ulteriore notorietà a quel
programma e a quella persona; spero solo di dimenticarmene presto. Ciò
che però non dimentico è l'oltraggio subito di vedermi presentato un
simile personaggio per gestire il mio tempo ed il mio lavoro. Come
disse al tempo un certo Elio, questa è la terra dei cachi.
Gradirei esternare da queste pagine alcuni ringraziamenti a coloro i
quali hanno reso il mio esodo genovese degno di essere ricordato:
1) Un grazie al buon Michele, oste
sopraffino che mi ha sfamato e dissetato in maniera assai gradevole
2) Un grazie alle ragazze del bar di
Sestri davanti al cantiere, incantevoli visioni con un sorriso che ti
riappacifica con la vita
3) Un grazie a Benny, valente barista
arenzanese maestro di cocktail ed aperitivi
4) Un vaffanculo alla teppa arenzanese
che, incapace di controllare l'uso di alcool e sostanze stupefacenti,
tende ad usare le mani invece del cervello
5) Un grazie al tempo metereologico mai
così secco.
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